(questo racconto è stato pubblicato da Sovera Edizioni nel
"Le avventure del Capitano Mongiardo)
l centro di Milano era bellissimo di sera, le saracinesche
dei negozi erano abbassate ma la "gente della notte" usciva con la sua
allegria e dava a Milano un tocco caratteristico.... i mangia-fuoco attiravano
la gente con i loro spettacoli, pittori sconosciuti riempivano le strade con i
loro quadri e facevano ritratti qua e là a chi si fermava, le cartomanti
regalavano il futuro alle persone che lo chiedevano, qualche bancarella di
marocchini, nigeriani, cinesi vendeva articoli caratteristici del loro paese e
qualche musicista, peruviano o cileno rallegrava il tutto con la sua musica!
Era bellissima Milano di sera, sembrava che si risvegliasse e
il suo normale grigiore lasciava posto a mille colori... "splendida"
pensava tra sé Claudia mentre ne attraversa le vie. Dopo lo stress accumulato
in ufficio durante la giornata, era un relax per lei passeggiare tra le vie
della sua città, che amava profondamente! Mentre passeggiava pensava a Paolo, a
quanta era stata fantastica la loro storia, tormentata, ma piena di passione e
amore, era fantastica, ora era ad un bivio e nessuno dei due sapeva quale strada
avrebbe intrapreso la loro storia. Perciò Claudia si fermò ad osservare lo
spettacolo del mangia-fuoco, divertita mentre i pensieri se ne andavano e la
mente sembrava completamente vuota da ogni pensiero professionale e privato, si
fermò a comprare un maglione peruviano... e poi si soffermò davanti ad un
pittore "è davvero bravo" pensò "beh non l’ho mai fatto, non
ho un mio ritratto perciò perché no" aspettò una decina di minuti,
affinché il pittore terminasse il lavoro alla ragazza che era arrivata prima di
lei. Dopo pochi minuti Claudia si sedette davanti al pittore, immobile, mentre
lui ne ricostruiva i tratti, il volto, con una velocità incredibile.
Qualche istante dopo, Claudia, prendeva la metropolitana,
felice, e giunta a Stazione Garibaldi si immise in un vicolo stretto e buio,
quel vicolo poteva far paura così buio ed isolato ma lo conosceva bene, lo
aveva percorso tante volte mentre tornava a casa e doveva percorrere ancora solo
pochi metri per arrivare al suo confortevole appartamento. Mentre inseriva le
chiavi del portone nella toppa qualcuno la afferrò da dietro, qualcosa le
teneva stretta la gola, il respiro si fece affannoso, i battiti del cuore si
erano prima accelerati di colpo poi man mano si erano fatti sempre più flebili,
non riusciva nemmeno a lottare, la testa le girava come un vortice. Ad un tratto
non sentì più il suo respiro, i battiti del suo cuore ed il suo corpo si
afflosciò a terra esanime, le mani che l’avevano aggredita tennero ancora il
filo di ferro sulla gola di Claudia per qualche minuto, a voler essere certi che
fosse morta, poi la figura allentò la presa, tolse il filo di ferro e scomparve
nel buio.
La mattina seguente, il portinaio, trovò il corpo ma lo
sgomento gli impediva di muoversi "Caterina, Caterina, chiama i
Carabinieri" gridò a squarcia gola alla moglie. Caterina si affacciò alla
finestra " O santo iddio" e scappò in casa per telefonare, come le
aveva sollecitato il marito. Pochi istanti dopo il vicolo era completamente
bloccato, auto dei Carabinieri, curiosi, transenne per impedire che qualcuno si
avvicinasse al posto del delitto... i Carabinieri del comando Garibaldi
avrebbero avuto un bel da fare. Chiesero immediatamente al portiere, ai vicini,
chi fosse quella donna. Poche ore dopo il capitano dei Carabinieri lesse le
carte che aveva davanti a sé "donna di 35 anni, dirigente in una
multinazionale americana, lavoro e casa... incredibile! Nient’altro? Droga,
prostituzione, segreti particolari, una doppia vita?" chiese al tenente che
aveva di fronte "no nulla capitano! Nessun precedente, nessun legame ad
ambienti strani" rispose. Il capitano corrucciò la fronte, in segno di
perplessità "nulla di nulla?" la sua voce aveva preso il tono quasi
di un urlo se pur moderato "com’è possibile? Niente di niente? Se è
morta qualcuno dovrà pur essere stato accidenti, non le pare?" continuò
in tono un po’ più tranquillo "scoprite, scoprite, portatemi più
notizie che potete su questa donna, accidenti! T-E-N-E-N-T-E Ramondini che fa
ancora qui? Non ha sentito? Vada vada!" e lo liquidò con un cenno della
mano. Qualche ora dopo il tenente Ramondini irrompeva velocemente nel ufficio
del capitano "Ho fatto qualche indagine...aveva un amante da due anni, un
certo Angelo, sposato con due figli, abitante a Gavirate ma nessuno sa chi sia,
nessuno lo ha mai visto! Sembra che la Sig.ra Claudia Viola mantenesse sempre un
certo riservo sulla loro storia, agli amici con cui si confidava ha sempre
raccontato di essere felice, sembra che lei ne fosse profondamente innamorata,
lo aiutava nel lavoro e non ha mai voluto che lui lasciasse la moglie" il
capitano aveva ascoltato attentamente "prima volta che sento una cosa
simile...perché non voleva che lasciasse la moglie?" domandò "per
non dargli la sofferenza di lasciare i due figli" rispose prontamente il
tenente.
"La moglie sapeva della relazione del marito?"
domandò il capitano "Assolutamente no! Gli amici della vittima dicono che
la Sig.ra Viola aveva affermato più volte che la moglie non sapeva, non si era
mai accorta di nulla, loro erano sempre stati attenti durante i loro incontri
sin dall’inizio e avevano proseguito così nella più completa attenzione,
prevenendo qualsiasi più piccolo sospetto. No la moglie non sapeva nulla, così
diceva la vittima".
"Ma che storia...ma tutti a
me succedono questi casi?" domandò il capitano parlando più a sé stesso
che al tenente "Beh" proseguì "nient’altro?" il tenente
rimase titubante prima di rispondere "da 10 anni aveva una vita
irreprensibile, grande lavoratrice, era arrivata alla dirigenza in una ditta di
uomini lavorando sodo e partendo da zero, aveva la stima dei suoi colleghi e dei
suoi superiori, era un’amica per loro, aveva interesse per i libri, i computer
e nient’altro. Una donna di sani principi, dedita a far carità ed aiutare gli
altri o chi avesse bisogno... nessun "neo" nella sua vita...niente di
niente". Il capitano pensò per qualche istante "e prima di questi 10
anni?" domandò "il buio assoluto capitano, il buio totale! Una donna
senza passato...." il capitano tirò un pugno sulla scrivania ed il rumore
rimbombò per la stanza "Ramondini accidenti, ora me lo dice? Una donna
senza passato? Ma che dice? Un passato lo abbiamo tutti".
Il tenente sobbalzò ma senza farsi intimorire rispose
"No, non ce l’ha! Glielo assicuro...sembra che questa donna sia nata 10
anni fa. Prima di trasferirsi a Milano, abitava a Cinisello Balsamo, abbiamo
fatto indagini, chiesto, girato con la sua foto ma nessuno la conosce nessuno ne
sa nulla".
Paolo nella sua villa di Gavirate era sconvolto, aveva letto,
saputo della morte di Claudia, la sua Claudia, la donna che lo aveva aiutato,
supportato, consolato, la sua amante e la sua amica, gli aveva insegnato molte
cose, lo avevo fatto rivivere, era stata tanto per lui, forse tutto...dopo i
suoi figli! Non poteva andare dai Carabinieri, avrebbe perso i suoi figli, di
questo ne era certo, avrebbe voluto aiutare nelle ricerche, ma come poteva senza
mettersi nei guai? Sapeva che non sarebbero mai arrivati a lui perché Claudia
era sempre stata molto cauta, preferiva prevenire che affrontare i problemi
dopo, che si sarebbero potuti evitare con un po’ di precauzioni e attenzione.
Sapeva che Claudia non aveva mai fatto il suo vero nome nemmeno con i suoi amici
più cari, si era inventata un nome fasullo, Angelo, e quando raccontava di lui,
per tutti, era Angelo non Paolo. Claudia era sempre stata molto previdente e
aveva scelto così "in fondo nella vita non si sa mai e la gente spettegola
spesso, la vita è strana magari l’amico dell’amico dell’amico conosce tua
moglie ed io non lo so". Probabilmente lo avrebbero accusato di qualcosa
che lui, proprio lui, non avrebbe mai fatto! Adorava quella donna, la sua forza,
la sua dolcezza, adorava lei...Claudia! Mai le avrebbe potuto far del male ma se
fosse andato lì...gli avrebbero creduto? Decise di lasciare che i Carabinieri
facessero il loro lavoro, inconsapevole che la sua testimonianza avrebbe dato un
grande aiuto.
Il capitano da quel giorno proseguì le sue indagini in modo
ossessivo "non è possibile accidenti, non è possibile... una donna
irreprensibile, senza un passato, senza nessun apparente motivo per la sua
morte, nessun nemico! Un maniaco forse...un forsennato, drogato, fuori di
testa?" nella sua mente vagliava ogni possibilità "ma non mancava
nulla, come dicono i suoi amici non aveva gioielli, il portafoglio non era stato
rubato, niente era scomparso... il corpo non era nemmeno stato toccato se non
per quel segno di strangolamento alla gola... non una rapina dunque, ne un
maniaco sessuale". Continuava a cercare come un cane da caccia che sta
cercando disperatamente la sua preda, non riuscirono a risalire a nessun Angelo
a Gavirate, il nome probabilmente era fasullo, probabilmente Claudia aveva
tenuto il più completo segreto sulla sua relazione sentimentale per proteggere
il compagno, nessuno si era presentato in commissariato se pur i massmedia
avevano parlato di quella morte misteriosa per un paio di mesi pubblicando la
foto della vittima, niente di niente. Sul luogo del delitto non avevano trovato
nemmeno quel stramaledetto filo di ferro che l’aveva uccisa. Le uniche due
possibilità che non scartava erano la relazione che la Sig.ra Claudia Viola
aveva avuto con questo misterioso amante ed il passato della vittima... anche se
le sue indagini erano dirottate più a scoprire qualcosa nel passato di Claudia,
qualcosa che lo aiutasse o almeno lo conducesse ad un piccolo indizio. Le
indagini non ebbero alcun risultato e molti mesi più tardi il caso fu chiuso
"a causa di ignoti".
A Gavirate era una giornata splendida, Paolo era ancora
chiuso nel suo dolore, uomo introverso di natura dopo la morte di Claudia si era
chiuso ancor più in sé stesso, non era mai stato uomo di molte parole, l’unica
che era riuscita a guardarlo dentro, a capirlo, ascoltarlo, era stata Claudia e
dopo la sua morte le cose erano tornate esattamente uguali a prima se non
peggio. Ora era seduto in giardino con a fianco il suo cane, unico grande amico
rimastogli, con gli occhi chiusi, sdraiato sulla sua sdraio preferita, pensava a
Claudia.
Una donna alta, esile, si stava avvicinando a lui,
osservandolo con gioia... Silvia era felice e dentro di sé da mesi una frase,
la stessa frase, le rimbombava nella testa "ora sei SOLO mio, amore! Lei
non c’è più! Sì ora sarei sempre e solo mio!", gli si avvicinò piano
piano, si chinò su di lui, qualcosa le scivolò dalla tasca senza che se ne
accorgesse. Silvia dolcemente gli sussurrò "Paolo, Paolo vieni è
pronto" sua moglie lo chiamava. Nessuno dei due si accorse che un filo di
ferro era caduto nel loro giardino.
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